Val Resia ha accolto il cardinale Matteo Maria Zuppi e i volontari di Bologna nel 50° anniversario del gemellaggio nato dopo il terremoto del 1976. Il presidente della CEI, che a inizio maggio aveva celebrato la messa a Gemona, ha invitato a «ricostruire un mondo pieno di divisioni, di fratture, di terremoti» ricordando che «dai territori piccoli nascono cose grandi».
La sindaca Anna Micelli ha sottolineato che gli abitanti delle alte valli custodiscono storie di umiltà, fatica e resilienza, impegnandosi ogni giorno per la cura del territorio e per alimentare la speranza di futuro.
Insieme al cardinale sono tornati molti dei giovani che nel 1976 arrivarono dall’Emilia a dare aiuto. Marco Guerra, allora studente di pedagogia, ha rievocato il bambino che dopo il sisma aveva smesso di parlare e che ritrovò la voce grazie a uno spettacolo di burattini organizzato dai volontari.
Fra i segni concreti di quel sostegno restano le 46 casette in legno costruite nell’inverno successivo al terremoto. Una di queste è stata restaurata da Andrea Micelli per ospitare la sua famiglia durante l’estate; a suo giudizio, fu «un seme piantato nel terreno» che permise ai nonni di restare e ai discendenti di tornare in un luogo d’affezione.
