Dal 22 agosto al 20 settembre la linea ferroviaria Udine-Tarvisio sarà chiusa in entrambe le direzioni per sostituire le piastre Ipa difettose, effettuare manutenzioni alle gallerie e rinnovare un ponte. Il blocco interromperà tutto il traffico merci da e per Austria e Germania, che oggi convoglia l’80% dei volumi del porto di Trieste.
I programmi di Rfi prevedono ulteriori stop: 44 giorni fra il 26 maggio e il 9 luglio 2027 e un fermo di tre mesi dal 1° settembre al 30 novembre 2028. «Tre mesi di fermo in futuro sono inaccettabili, trattiamo con RFI», ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, che attende entro fine giugno una risposta sul possibile accorciamento dei lavori e sulla loro distribuzione su più anni.
Metà dei treni sarà deviata al Brennero, già vicino alla saturazione, mentre il resto dei carichi rischia di passare su gomma. La Regione ha chiesto alla Slovenia di rendere disponibili tracce alternative, ma da Lubiana non sono ancora arrivate risposte.
Per attenuare i costi aggiuntivi la giunta ha preparato uno stanziamento di 3 milioni di euro destinato agli operatori ferroviari che servono i porti di Trieste, Monfalcone e Nogaro; l’importo sarà ripartito con l’assestamento di bilancio una volta nota la durata definitiva del blocco. Non sono invece previsti contributi per il traffico su strada.
