Bruxelles ha inviato una raccomandazione a Italia, Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Slovenia e Svezia affinché eliminino gradualmente i controlli alle frontiere interne introdotti negli ultimi anni in deroga al trattato di Schengen.
La Commissione ricorda che la normativa europea consente la reintroduzione dei controlli solo in via eccezionale e temporanea, ma ora invita i nove Paesi «a sfruttare appieno le misure alternative disponibili e la cooperazione regionale» per tornare alla piena libera circolazione.
L’esecutivo UE consulterà i governi interessati su come attuare il parere e vigilerà perché le barriere temporanee non mettano a rischio il funzionamento di lungo periodo di Schengen. Secondo la Commissione, «Schengen contribuisce in modo significativo al buon funzionamento del mercato interno e alla prosperità economica dell’UE».
In Italia la Lega, attraverso il senatore friulano Marco Dreosto, giudica la posizione di Bruxelles inaccettabile e sostiene che i controlli avviati nell’ottobre 2023 in Friuli Venezia Giulia abbiano permesso di arrestare centinaia di passeur, trafficanti e latitanti. Dreosto afferma: «Il parere espresso dalla Commissione europea è inaccettabile: questo momento storico impone il mantenimento, e se necessario l’intensificazione, deicontrolli ai confini nazionali».
