La Direzione infrastrutture e territorio ha elaborato un masterplan sulle aree militari dismesse e sui possibili riutilizzi, nell’ambito della variante al Piano di governo del territorio. Il documento è stato presentato a Udine e considera il passaggio dei siti dal Demanio militare a quello civile, quindi alla Regione e ai Comuni.
La ricognizione certifica 619 siti militari, con circa un centinaio non localizzabili. Il piano prende in esame 453 aree utilizzabili, per una superficie complessiva di 50.661.657 metri quadrati, e individua 200 possibilità progettuali e 52 scenari futuri.
La mappatura, illustrata dall’architetto Alessandro Santarossa dello studio Corde architetti, conta 275 siti utilizzati, di cui 80 dismessi e 195 attivi, oltre a 178 siti non utilizzati. Di questi, 156 sono presenti in 102 Comuni; altri 22 non risultano ancora dismessi dal Demanio militare.
Nei 178 siti non utilizzati sono stati rilevati 8.467.497 metri quadrati di superficie non utilizzata: 6.618.239 permeabili, 1.849.258 impermeabili, 1.138.659 pavimentati e 710.599 coperti. Il volume edificato raggiunge 4.565.557 metri cubi. Prevalgono ex caserme, polveriere, avio-superfici e poligoni di tiro.
Sette gli obiettivi indicati: resilienza, valorizzazione del territorio, equilibrio tra centri abitati, miglioramento della mobilità, bilancio energetico e attrattività delle aree produttive e commerciali. Le analisi servono anche a valutare soluzioni come parchi fotovoltaici, sulla base delle superfici pavimentate e dell’isolamento dei siti.
Il masterplan propone una pianificazione su area vasta, con attenzione al contenimento del consumo di suolo, al riuso dei materiali da demolizione e alla realizzazione per lotti. Tra le possibili riconversioni figurano la rinaturalizzazione in prati stabili e l’uso degli spazi aperti come parcheggi a servizio dei centri storici, come nel caso dell’ex caserma Francescatto a Cividale.
