Missione per mappare l’acqua dolce nell’Alto Adriatico

Si è conclusa la missione del progetto europeo Rescue per mappare possibili acquiferi a oltre 400 metri sotto il fondale marino nell’area costiera tra Jesolo e Lignano. La campagna si è svolta a bordo della nave da ricerca Laura Bassi dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs).

Il progetto, coordinato dall’Università di Trieste e con Ogs partner, punta a localizzare acqua dolce in acquiferi costieri e offshore inesplorati. Le risorse potrebbero integrare le forniture di acqua potabile, per l’agricoltura e l’industria, riducendo anche i costi della desalinizzazione.

Le indagini hanno interessato l’area a circa 10 chilometri dalla costa di Jesolo fino al delta del Tagliamento, al largo di Lignano. Sono state effettuate rilevazioni geofisiche di sismica a riflessione, mappature del fondale e, per la prima volta, indagini elettromagnetiche, senza campionare il fondale.

Cristina Corradin, ricercatrice Ogs e coordinatrice scientifica della spedizione, ha spiegato che i dati sono di ottima qualità, ma saranno necessari molti mesi di elaborazione in laboratorio per confermare la presenza degli acquiferi nel sottosuolo marino dell’Alto Adriatico.