Udine guida il maxi-studio europeo sull’orso bruno

Settantasei istituzioni scientifiche di 26 Paesi hanno analizzato oltre tre milioni di dati GPS su circa 3.000 orsi bruni in Europa e Turchia. A coordinare il lavoro, pubblicato su «Global Change Biology», è stato il gruppo di Gestione e conservazione della fauna dell’Università di Udine, diretto da Stefano Filacorda con Lorenzo Frangini.

Grazie al monitoraggio di otto esemplari nelle Alpi friulane e dinariche, i ricercatori hanno ricostruito come la distribuzione dell’orso cambi al variare di clima, altitudine e presenza di altre specie. Nei territori più caldi e poveri di risorse il plantigrado tende a spostarsi o a entrare in maggiore conflitto con l’uomo; in quelli freddi la dieta diventa più carnivora.

Il lavoro mostra che non bastano temperatura e precipitazioni per prevedere l’espansione dell’orso: vanno considerate le relazioni trofiche e la disponibilità stagionale di cibo (ghiande, faggiole, ungulati). Capire questi meccanismi, spiegano gli studiosi, permette di definire strategie di conservazione utili anche per altre specie e per i servizi ecosistemici (come la dispersione dei semi) garantiti dai grandi mammiferi.