Salari bassi e inflazione aggravano le diseguaglianze in Fvg

L’analisi dell’Ires Friuli-Venezia Giulia sui redditi 2024 mostra che la regione, pur essendo nel Nord produttivo, registra il reddito complessivo medio più basso dell’area: 25.738 euro l’anno, solo nona in Italia.

I numeri sottolineano un divario strutturale: il 40% dei contribuenti non supera i 20 mila euro e l’80% resta sotto i 29 mila. Due su dieci dichiarano meno di 10 mila euro. Il gap di genere resta marcato: le donne percepiscono in media 10.200 euro in meno degli uomini; la forbice si amplia a 15 mila per le lavoratrici nate all’estero, che, complessivamente, guadagnano 8.500 euro in meno rispetto ai residenti italiani.

A peggiorare il quadro interviene l’inflazione: a luglio l’indice dei prezzi al consumo è al +1,8%, terzo valore più alto del Paese. Per una famiglia regionale significa un aggravio medio annuo di 493 euro, superiore ai 427 della media nazionale, con un ulteriore erosione di potere d’acquisto per redditi già contenuti.

Di fronte a questi dati, i responsabili regionali di Sinistra Italiana, Elisa Moro e Emanuel Oian, rilanciano la proposta di legge «Sblocca Stipendi»: indicizzazione automatica dei salari all’inflazione e aumenti mirati per colmare i divari di genere e di provenienza, con l’obiettivo di frenare precarietà e diseguaglianze crescenti.