Piano d’Arta: chiese, storia e panorami sopra Arta Terme

Piano d’Arta è una frazione montana del comune di Arta Terme, situata a circa 560 metri di quota e affacciata sul fondovalle carnico. Il borgo conserva l’aspetto tipico dei paesi di montagna, con case raccolte, strade tranquille e scorci aperti sulle cime circostanti.

La vicinanza alle Terme di Arta, la presenza di più edifici sacri e la storia locale rendono la frazione una meta ideale per chi desidera unire benessere e cultura senza allontanarsi dal capoluogo comunale.

Santo Stefano Protomartire è la chiesa principale del borgo. Documentata fin dal 1237, l’attuale edificio è frutto di ricostruzioni successive a vari terremoti. Il campanile fu innalzato tra il 1708 e il 1724, mentre coro, sacrestia e aula furono completati nel Settecento. L’insolita pianta ottagonale, il fonte battesimale seicentesco, gli affreschi settecenteschi e l’altare maggiore del XVIII secolo ne fanno uno dei monumenti religiosi più riconoscibili della Carnia. All’interno si trova anche l’altare della Beata Vergine del Rosario, proveniente dalla chiesa di Santa Chiara di Gemona del Friuli soppressa nell’Ottocento.

Fuori dal centro, la chiesetta di San Nicolò degli Alzeri risale al XIII secolo; secondo la tradizione era collegata a un rifugio per monaci guerrieri e pellegrini diretti in Terra Santa, testimoniando l’antica funzione di sosta lungo i percorsi montani.

La chiesa di Santo Spirito a Chiusini, impreziosita da affreschi del XV secolo, racconta invece la devozione delle piccole comunità rurali della Carnia.

Un breve itinerario che tocchi queste tre chiese permette di conoscere in mezza giornata la storia religiosa, l’arte sacra e il paesaggio di Piano d’Arta. Tra una visita e l’altra, vale la pena passeggiare tra le vie del borgo per ammirare il panorama, fotografare le montagne e assaporare l’atmosfera sobria e autentica di questa località di villeggiatura estiva.

Il legame con Arta Terme consente di completare la giornata alternando le cure termali alla scoperta del patrimonio culturale locale, in un contesto che ispirò anche Giosuè Carducci durante i suoi soggiorni in Carnia.