Il report annuale “Bersaglio” della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa certifica che il sistema sanitario del Friuli Venezia Giulia continua a crescere: il 63,5 % degli indicatori mostra un andamento migliore rispetto all’anno precedente, contro il 47,4 % del 2024; il 12,6 % resta stabile e il 23,9 % peggiora.
I progressi più marcati riguardano i tempi di attesa. Le prestazioni ambulatoriali con priorità B erogate entro i limiti salgono dal 56,7 % del 2024 al 65,7 % del 2025; per la priorità D l’aumento è dal 63,2 % del 2023 al 73,2 % del 2025. Migliorano anche degenza media, cure palliative, coperture vaccinali, qualità clinica e tempi di risposta del 118.
Nella rete oncologica regionale si riducono i tempi per interventi legati a colon, retto, polmone, mammella, prostata, utero, tiroide e melanoma, oltre che per procedure complesse come bypass coronarici, angioplastiche, coronarografie e biopsie epatiche.
Per la qualità clinica, la quota di pazienti operati entro 48 ore dalla frattura del collo del femore sale al 60 % (51,4 % nel 2024). Nelle cure palliative il rispetto dei tempi tra segnalazione e ricovero in hospice tocca il 90,5 %. Le coperture superano il 95 % sia per Mpr sia per l’esavalente; varicella al 92,88 % e pneumococco al 90 %.
Gli abbandoni dal pronto soccorso scendono dal 5,6 % al 5,2 %, circa 20 000 persone, con il presidio di Cattinara tra i più critici. Peggiorano invece l’appropriatezza delle prescrizioni diagnostiche (indice 30,94 %; penultima posizione nazionale) e quella farmaceutica, influenzata dal consumo di antibiotici, colecalciferolo e dalla dispensazione concomitante di dieci farmaci. Restano in area di attenzione le voci su assistenza residenziale, costi Drg, prevenzione e politiche del personale.
L’assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi ha definito i risultati frutto di «Per il terzo anno consecutivo il Friuli Venezia Giulia migliora le proprie performance sanitarie e quest’anno lo fa più di quanto registrato negli anni precedenti.» Ha poi ricordato la necessità di intervenire su appropriatezza diagnostica, riduzione della degenza media e accessi impropri al pronto soccorso, sottolineando che queste criticità impongono un rafforzamento della rete territoriale e dell’assistenza post-ospedaliera. Riccardi ha aggiunto: «Nonostante i molti aspetti positivi evidenziati dal report, ci sono comunque settori in cui è necessario soffermare ancora la nostra attenzione.»