Domenica 21 giugno 2026 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata a sorpresa al Raduno triveneto degli alpini a Gemona del Friuli, un mese e mezzo dopo la sua precedente visita per il 50° anniversario del terremoto.
L’annuncio è stato dato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, quasi in contemporanea con una nota di Palazzo Chigi. Solo una ristretta cerchia di fedelissimi era stata avvertita in anticipo.
Ciriani ha ricordato che «La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha accolto il mio pressante invito dopo il 6 maggio, quando venne a Gemona del Friuli con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella» e ha parlato di un omaggio «alla storia del Friuli, degli alpini e del terremoto».
Meloni, accolta da un bagno di folla, ha spiegato: «Diciamo che avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale e, se non si trova qui, non so dove altro si potrebbe trovare».
Diversi esponenti di Fratelli d’Italia – fra cui il coordinatore regionale Walter Rizzetto – hanno saputo della trasferta solo poche ore prima e non sono riusciti a partecipare. Dentro il partito il ritardo nelle comunicazioni è stato letto da alcuni come una mossa interna, ma il presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti ha definito la scelta «una decisione all’ultimo» motivata dal desiderio della premier di incontrare la gente.
Assente per impegni familiari anche il governatore Massimiliano Fedriga, che si è comunque scambiato messaggi con Meloni.
Lo staff di Ciriani ha precisato che la conferma della visita è arrivata solo la sera precedente e l’ufficialità la mattina dell’evento, senza «strategia o malizia». Secondo il deputato e alpino Emanuele Loperfido, la giornata è stata «una dimostrazione di affetto e vicinanza» verso il territorio friulano e le penne nere.
