Omicidio di Gemona, nuovi rilievi dei carabinieri

I carabinieri del Nucleo investigativo torneranno domani mattina nella villetta di via dei Lotti, a Gemona, teatro dell’omicidio di Alessandro Venier. Con luminol e strumenti di ultima generazione cercheranno eventuali tracce di sangue nella stanza indicata dalla madre Lorena, che ha ammesso di aver fatto a pezzi il figlio dopo che la compagna Mailyn lo avrebbe soffocato con i lacci delle scarpe.

L’indagine, finora fondata quasi esclusivamente sulle confessioni della donna di 61 anni, mira a riscontrare ogni dettaglio: dal presunto narcotico somministrato alla vittima al successivo sezionamento del corpo, occultato in un bidone coperto di calce.

Il secondo snodo investigativo sarà l’autopsia: il pubblico ministero Giorgio Milillo conferirà l’incarico il 12 agosto al medico legale Francesca Sinopoli, affiancata dal tossicologo Riccardo Addobbati. L’esame dovrà stabilire momento e causa del decesso – se dovuto al mix di farmaci e insulina o allo strangolamento – nonché chiarire le modalità della mutilazione.

Alle operazioni parteciperanno i consulenti delle due indagate: Massimiliano Mansutti per Lorena Venier; Lorenzo Desinan e Ugo Da Broi per Mailyn Castro Monsalvo. Le prossime settimane saranno decisive per confermare o smentire la ricostruzione resa finora dall’infermiera, che ha motivato il delitto con la volontà di proteggere la nuora e la nipotina dalle presunte violenze di Alessandro.