Il giudice per l’udienza preliminare di Udine, Camilla Del Torre, ha respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata dagli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua per Lorena Venier, 62 anni, accusata di aver ucciso il figlio Alessandro insieme alla nuora Mailyn Castro Monsalvo, 31.
Nell’ordinanza il magistrato ha riconosciuto che non sussistono più i pericoli di fuga o di inquinamento delle prove, ma ha ritenuto ancora elevato il rischio di reiterazione di atti violenti, richiamando l’efferatezza del delitto: secondo l’accusa, la vittima fu sedata, soffocata con un cuscino, fatta a pezzi e i resti furono nascosti in un bidone ricoperti di calce.
Il gup ha inoltre dubitato dell’affidabilità della donna nel rispetto delle prescrizioni legate ai domiciliari.
L’avvocata Alice Bevilacqua ha commentato: «La custodia cautelare non può essere un anticipo della pena» e ha sostenuto che il pericolo di recidiva sarebbe insussistente per la particolarità del caso.
I difensori valuteranno le vie di impugnazione: «Abbiamo dieci giorni per decidere il da farsi, ma quasi certamente impugneremo l’ordinanza del giudice».
Lorena Venier resterà quindi in carcere almeno fino al 20 luglio, data di apertura del processo in Corte d’Assise.
