L’occupazione in Friuli Venezia Giulia mostra una crescita, ma il dato più rilevante è l’aumento del lavoro precario. Secondo il report Ires FVG, illustrato dalla Cgil, la regione rischia di perdere 84mila lavoratori potenziali nei prossimi 15 anni, mentre si registra una forte precarizzazione dei contratti. Dal 2021 sono stati persi 37mila residenti nella fascia 15-64 anni e si assiste a una ripresa dell’emigrazione tra i giovani.
La Cgil sottolinea come il calo delle assunzioni a tempo indeterminato (-8,3%) e di contratti di apprendistato (-9,7%) sia accompagnato dall’aumento dei contratti a termine (+2,6%), stagionali (+6,1%) e intermittenti (+11,7%). In particolare, le donne e i giovani sono penalizzati: il gender pay gap è del 33% e gli under 45 guadagnano il 25% in meno rispetto ai colleghi più anziani. Il potere d’acquisto è diminuito dell’8,5% tra 2019 e 2023.
La Cgil richiama l’urgenza di politiche che favoriscano stabilità e riducano il gap salariale, anche attraverso la contrattazione di secondo livello e servizi a sostegno delle famiglie. Infine, viene ribadita l’importanza dei referendum dell’8 e 9 giugno per rafforzare le tutele contro la precarietà e promuovere l’integrazione, fondamentale per la tenuta sociale ed economica della regione.