La congiunturale di Confindustria Udine sul terzo trimestre 2025 evidenzia un arretramento dei livelli produttivi dopo il rimbalzo di inizio anno. La produzione industriale cala del 2,4% rispetto al trimestre precedente (-0,9% su base annua), complice in parte la pausa estiva ma soprattutto l’indebolimento di diverse filiere.
Le vendite flettono del 3,1% sul periodo aprile-giugno, mentre rimangono stabili su base annua (+0,4%). Ordini giù del 4% trimestre su trimestre e export sostanzialmente invariato, frenato dall’apprezzamento dell’euro.
Il mercato del lavoro tiene: l’occupazione registra un +0,4%, effetto di politiche di retention delle competenze in vista di una possibile ripresa nel 2026. Gli investimenti restano prudenti e concentrati su sostenibilità ed efficienza energetica.
Nel dettaglio settoriale emergono forti contrasti: legno-arredo (-11,4%) e materiali da costruzione (-11,7%) guidano i ribassi; meccanica (-0,7%) e siderurgia (-1,1%) cedono moderatamente; gomma-plastica cresce del 2% e chimica di 0,7%.
Le aspettative delle imprese rimangono caute: l’84% prevede stabilità produttiva nei prossimi mesi, il 9% crescita e il 7% un ulteriore calo. A pesare sono la domanda debole dei principali mercati europei, il cambio forte e l’incertezza geopolitica, nonostante energia e inflazione in discesa.
Per il presidente di Confindustria Udine, Gianpietro Pozzo, serve un patto tra imprese, istituzioni e lavoratori che punti su formazione, raddoppio degli investimenti in ricerca e sviluppo, energia sostenibile e riduzione del costo del lavoro per ridare slancio alla competitività del territorio.