Sindacati Fvg: fondi e tempi del Decreto Casa non bastano a chi chiede un alloggio

A Trieste, i vertici di Sunia-Cgil, Sicet-Cisl e Uniat-Uil del Friuli Venezia Giulia hanno giudicato il nuovo Decreto Casa in discussione alla Camera incapace di rispondere ai bisogni di chi ha redditi bassi. Secondo i sindacati, le risorse previste – 970 milioni di euro in dieci anni per la riqualificazione di 60 mila alloggi pubblici – risultano troppo diluite rispetto ai 100 mila appartamenti oggi sfitti in Italia, 4.600 dei quali nella regione. Nelle graduatorie per una casa popolare attendono 650 mila famiglie (8.500 in Fvg).

I rappresentanti denunciano la mancanza di una riforma delle locazioni private, l’assenza di aiuti per la «fascia grigia» che non ha i requisiti per un alloggio pubblico né per un mutuo, e l’introduzione di sfratti rapidi che, a loro avviso, colpirebbero le fasce più deboli. Renato Kneipp ha contestato l’articolo 5, che autorizza la vendita del patrimonio pubblico «per sanare i debiti» degli enti gestori, mentre Giorgio Gortani ha segnalato la diminuzione del Fondo nazionale di sostegno affitti a favore dei fondi per la morosità incolpevole. Fabio Nemaz ha chiesto un confronto con governo e associazioni per costruire «un piano che coincida con le necessità di tutta la popolazione».