Il bollettino Excelsior-Unioncamere diffuso dal Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine registra per luglio 11.650 nuovi contratti in Friuli Venezia Giulia, il 6,8% in più rispetto al 2024. Dietro il dato positivo si nasconde però una struttura occupazionale fragile: il 56% delle entrate è a tempo determinato, il 12% in somministrazione e il 4% in apprendistato; solo il 16% riguarda rapporti a tempo indeterminato.
I servizi trainano la domanda con 8.290 posizioni, guidati dal turismo (3.040) e dai servizi alle imprese (2.430). L’industria ricerca complessivamente 2.950 addetti, ma il manifatturiero cala di 80 unità (-3,6%) e le costruzioni di 90 (-10,3%). Per la prima volta viene rilevato anche il settore primario, che stima 410 assunzioni.
Più della metà dei profili (52,1%, oltre 6.000 persone) è considerata di difficile reperimento: mancano analisti di app, tecnici IT, operatori sanitari, contabili e operai specializzati. Il 19% delle assunzioni potrebbe riguardare lavoratori stranieri e il 34% giovani under 30.
Il quadro conferma una crescita numerica dell’occupazione regionale, ma evidenzia la persistenza di contratti «poveri» e di competenze difficilmente disponibili sul mercato.