Nonostante i frequenti annunci di “fuga” dei docenti dal Friuli Venezia Giulia verso il Sud, i dati smentiscono questa narrazione. Su oltre 15.000 insegnanti in regione e 1.370 domande di trasferimento, solo poco più di 600 sono state accolte, di cui appena 70 verso il Sud Italia. Questo rappresenta un impatto minimo sulla continuità didattica nelle scuole regionali. Le richieste di introdurre nuovi vincoli alla mobilità appaiono quindi ingiustificate, mentre il vero problema è la mancata stabilizzazione del personale precario, che causa ogni anno un alto numero di cattedre vacanti.
Quest’anno, a fronte di circa 600 trasferimenti, i posti rimasti scoperti sono oltre 1.300, soprattutto nelle scuole superiori e primarie, con oltre 500 cattedre vacanti solo a Udine. Considerando anche le supplenze per il sostegno, le cattedre da coprire superano le 3.000 unità. La mobilità è un diritto contrattuale che non compromette la qualità del sistema scolastico regionale. Il sindacato chiede quindi una stabilizzazione massiccia dei precari e una revisione del sistema di reclutamento.
