Il coordinatore regionale del Cupla, Guido De Michielis, giudica inadeguata la proposta di legge di Bilancio 2026: i conti pubblici migliorano, ma in Friuli Venezia Giulia oltre 70 000 persone vivono in povertà, soprattutto fra anziani e pensionati.
Secondo uno studio Cer-Cupla, in quindici anni l’inflazione e il prelievo fiscale hanno eroso migliaia di euro dal potere d’acquisto delle pensioni: un assegno medio di 1 200 euro ha perso circa 70 euro al mese (oltre 8 900 euro complessivi), mentre una pensione di 3 000 euro ne ha persi 300 mensili, per un totale vicino ai 40 000 euro.
Per arginare l’impoverimento, il Cupla chiede di portare gradualmente le pensioni minime ad almeno 800 euro mensili, di rivedere il meccanismo di rivalutazione adottando l’indice Ipca (più aderente ai costi sostenuti dagli anziani) e di ripristinare la doppia indicizzazione collegata anche all’andamento salariale.
Il comitato sollecita Governo e Parlamento a intervenire con misure che trasformino la crescita economica in benefici concreti per chi vive di reddito fisso.
