La Cgil del Friuli Venezia Giulia boccia il piano natalità inserito nella Finanziaria regionale.
Per il sindacato, concentrarsi solo sul «sostegno alla maternità» è un messaggio culturale sbagliato: andrebbe valorizzata la genitorialità condivisa e introdotti congedi paritari, coinvolgendo anche i padri.
Criticata la soglia dei 30 anni per accedere ai contributi, perché esclude molte donne che, per studio, lavoro o condizioni economiche, diventano madri più tardi.
La Cgil contesta anche il limite temporale degli aiuti, che si interrompono dopo il primo anno di vita del bambino: servono misure che accompagnino famiglie per l’intero triennio prima dell’ingresso alla scuola dell’infanzia.
Il sindacato propone di concentrare le risorse su servizi strutturali – asili nido gratuiti, consultori, sostegno al lavoro femminile, stabilizzazione dei contratti e salario – perché la decisione di avere un figlio dipende da sicurezza e prospettive stabili di vita e di lavoro.