Compagna di Venier trasferita in struttura protetta

La compagna di Alessandro Venier, accusata insieme alla suocera dell’omicidio dell’artigiano 39enne di Gemona del Friuli, ha lasciato il carcere di Trieste. Il gip ha disposto la misura della “custodia attenuata” in una comunità per madri detenute con figli piccoli, applicando la normativa introdotta nell’aprile 2023 che tutela il rapporto madre-figlio nei primi dodici mesi di vita.

Per l’altra imputata, la madre della vittima, non è stata accolta la richiesta di arresti domiciliari: resterà in cella in attesa degli sviluppi processuali.

Intanto la Procura ha fissato l’autopsia sul corpo di Venier, i cui primi accertamenti indicano un piano premeditato: l’uomo sarebbe stato narcotizzato con una bevanda, poi colpito da un’iniezione di insulina; al risveglio sarebbe stato soffocato e infine strangolato.

Il trasferimento della coimputata potrà essere revocato in caso di violazioni; si valuta anche l’affido del bambino a parenti nel Paese d’origine della donna.