Calano le filiali bancarie sul territorio, ma il settore del credito non è affatto in crisi. È questo il paradosso che emerge in Friuli Venezia Giulia, dove la presenza fisica degli istituti di credito continua a ridursi mentre i bilanci del comparto restano positivi.
Secondo i dati dell’osservatorio First Cisl, elaborati sulla base di informazioni di Banca d’Italia, Istat ed Eurostat, circa un terzo dei Comuni della regione non dispone più di nemmeno uno sportello bancario aperto al pubblico.
Il fenomeno della cosiddetta “desertificazione bancaria” procede rapidamente: in poco più di dieci anni, il 12% dei territori comunali ha perso l’unica filiale presente. Un dato che fotografa un cambiamento profondo nel rapporto tra banche, cittadini e comunità locali, con servizi sempre più spostati sul digitale e una minore presenza diretta nei paesi.
A muoversi in controtendenza sono soprattutto le Bcc, le banche di credito cooperativo, che continuano a puntare sul radicamento territoriale. In alcuni casi assumono personale, aprono nuove agenzie e mantengono un modello di relazione più vicino a famiglie, imprese e comunità locali.
La questione resta centrale soprattutto per le aree periferiche e montane, dove la chiusura di uno sportello può significare maggiori difficoltà di accesso ai servizi bancari, in particolare per anziani, piccoli imprenditori e cittadini meno abituati agli strumenti digitali.
