Riesame di Trieste chiamato a decidere sulla scarcerazione di Lorena Venier

Il tribunale del riesame di Trieste dovrà valutare la richiesta di scarcerazione di Lorena Venier, 62 anni, in cella dal 31 luglio 2025 con l’accusa, contestata anche alla nuora, di aver ucciso il figlio trentacinquenne Alessandro Venier nella casa di via dei Lotti a Gemona il 25 luglio 2025.

I legali Alice e Paolo Bevilacqua hanno impugnato l’ordinanza del gup di Udine Camilla Del Torre che, pochi giorni fa, ha negato la sostituzione della custodia in carcere con i domiciliari e il braccialetto elettronico.

Secondo il giudice, il pericolo di reiterazione del reato non è ancora cessato; la difesa replica che la detenzione potrebbe essere scontata nell’abitazione in cui avvenne il delitto e che tale rischio è ormai ridotto.

«La motivazione dell’ordinanza omette di confrontarsi con plurimi elementi favorevoli sopravvenuti e processualmente accertati», osservano i Bevilacqua, ricordando la confessione di Lorena, la sua collaborazione alle indagini, l’apporto di nuovi elementi investigativi e la mancanza di atteggiamenti ostruzionistici.

«Tali elementi, lungi dal poter essere considerati neutri, assumono rilievo decisivo ai fini della valutazione della pericolosità dell’imputata», insistono i difensori, che definiscono «astratta e presuntiva» la previsione di eventuali nuovi reati.

Nell’inchiesta restano da chiarire, fra l’altro, la presenza in casa di lingotti d’oro per circa 40 000 euro e un tentato furto dell’auto della vittima.