Giornata di passione per i viaggiatori alla stazione di Udine a causa dello sciopero nazionale del personale di Fs Italiane, Italo e Trenord, iniziato alle 21 di lunedì e concluso alle 18 di martedì 8 luglio. Dopo una mattinata relativamente regolare, nel primo pomeriggio il tabellone ha registrato decine di soppressioni, in particolare per i convogli in arrivo da Venezia, Carnia e Trieste. In partenza la situazione è stata leggermente migliore: alcuni treni hanno viaggiato con ritardi, altri sono stati sostituiti da bus o cancellati del tutto.
Davanti ai monitor numerosi passeggeri si sono detti sorpresi dall’assenza di informazioni preventive. C’è chi, come Paolo diretto a Venezia per lavoro, ha lamentato la scarsa comunicazione, e chi, come la turista Luisa, ha scelto di attendere con calma il primo treno utile. Disorientati anche due ciclisti tedeschi diretti in Alto Friuli, alla ricerca di spiegazioni.
La protesta nasce dal nodo del rinnovo contrattuale, firmato solo dalle cinque sigle confederali e non dai sindacati autonomi Cub Trasporti e Usb. Durante la mobilitazione sono stati comunque garantiti i servizi minimi nelle fasce protette (6-9 e 18-21), ma i collegamenti fuori orario di garanzia hanno subito gravi ripercussioni, creando disagi diffusi lungo l’intera rete regionale.
