Sanità Fvg, valutazioni 2023 in calo per i direttori generali

Sanità, tessera sanitaria

Valutazione degli obiettivi 2023: punteggi in calo per alcune Aziende territoriali

La Giunta regionale ha approvato la delibera n. 240 del 27 febbraio 2026 con cui viene valutato il raggiungimento degli obiettivi assegnati ai direttori generali degli enti del Servizio sanitario regionale per l’anno 2023. La valutazione serve a determinare la quota integrativa del loro trattamento economico (una maggiorazione che può arrivare fino al 20%), collegata a risultati di gestione e obiettivi di salute e funzionamento dei servizi.

Tra i criteri che incidono sul punteggio, e quindi sul compenso integrativo, c’è anche il tema delle liste d’attesa: la normativa regionale prevede infatti che almeno il 25% della quota integrativa sia vincolato al rispetto dei tempi massimi per le prestazioni sanitarie.

Secondo il consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni, i punteggi assegnati “attestano il mancato raggiungimento di molti obiettivi” e rappresentano “una fotografia non positiva” del sistema sanitario regionale, con criticità che – a suo giudizio – risentono anche di scelte politiche.

I punteggi complessivi (anno 2023) riportati evidenziano differenze tra aziende territoriali e istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS):

  • ASUFC (Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale): 80,35/100 (nel 2022: 81,50)
  • ASFO (Azienda sanitaria Friuli Occidentale): 73,31/100 (nel 2022: 82,73)
  • ASUGI (Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina): 60,45/100 (nel 2022: 86,25)
  • IRCCS Burlo Garofolo: 94,06/100 (nel 2022: 89,22)
  • IRCCS CRO Aviano: 88,49/100 (nel 2022: 92,17)

La delibera riguarda anche l’ARCS (Azienda regionale di coordinamento per la salute): il punteggio complessivo “istruttorio” risulta pari a 72,30/100, ma viene applicata una riduzione automatica legata al mancato rispetto degli indicatori sui tempi di pagamento (con ritardi medi ponderati segnalati per il terzo e quarto trimestre 2023). Il punteggio finale viene quindi rideterminato in 66,88/100, valore a cui va parametrata la quota integrativa.

Conficoni, oltre a richiamare il peso delle liste d’attesa nella valutazione, sottolinea anche altri aspetti che avrebbero inciso nel 2023: la mancata assegnazione di tutte le risorse alle Aziende “all’inizio dell’anno”, con ricadute sulla programmazione, e la fuga di professionisti, affrontata in ritardo. In conclusione, il consigliere dem ribadisce la richiesta di investimenti nella sanità pubblica, criticando l’ipotesi di affidare al privato alcuni presìdi ospedalieri.