All’ospedale di Tolmezzo l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha presentato ai sindaci il nuovo modello organizzativo per la sanità in montagna, spiegando i cambiamenti previsti e il nuovo organigramma aziendale.
Riccardi ha ribadito che la riorganizzazione mira a garantire la sicurezza clinica, concentrando le prestazioni più complesse dove esiste un’adeguata casistica. Ha ricordato che il Piano nazionale esiti indica per Tolmezzo uno dei più alti tassi nazionali di reintervento senologico a 120 giorni e ha sottolineato la necessità di intervenire dopo anni di mancata decisione.
Il direttore sanitario David Turello ha illustrato i risultati della rete senologica integrata: gli interventi per tumore maligno alla mammella effettuati nei tempi raccomandati sono passati dal 50,4% del 2023 al 78,5% nel 2024, raggiungendo il 91,6% nel 2025.
Il modello si basa su percorsi di cura uniformi, concentrazione delle complessità chirurgiche nei centri con maggior esperienza e uso efficiente delle sale operatorie. Il presidio «San Antonio Abate» manterrà tutte le attuali funzioni – tra cui Pronto Soccorso, Anestesia e Rianimazione, Chirurgia generale, Ortopedia, Ginecologia e Ostetricia con Punto nascita, Pediatria, Cardiologia, Oncologia e Diagnostica per immagini – e attiverà le nuove specialità di Oculistica e Dermatologia.
Nel Distretto della Carnia proseguirà il modello del medico di vallata, che impiega professionisti con esperienza ospedaliera per garantire continuità assistenziale dove mancano i medici di medicina generale. Il Servizio mobile medico territoriale ha già fornito 566 visite internistiche, 230 ecografie toraciche e numerosi interventi diagnostico-terapeutici direttamente sul territorio.

Bene benissimo ma rendiamoci conto del vasto territorio che deve coprire l’ospedale di Tolmezzo!
Tutto l’ alto Friuli da Tarvisio a Sappada, un territorio troppo vasto per un singolo ospedale!