A Feletto Umberto è stata posata la prima pietra del villaggio di co-housing “Enzo Cainero”, intitolato alla figura che per primo ha immaginato la convivenza dei figli con disturbo dello spettro autistico accanto ai loro genitori. Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha affermato: “Da qui parte una rivoluzione per il mondo della disabilità, ma non solo: si tratta, più ampiamente, di una rivoluzione culturale, perché in tanti affrontano giustamente il tema del ‘dopo di noi’, ma qui affronta per la prima volta il ‘durante noi’: sono orgoglioso che sia il Friuli Venezia Giulia a iniziare questa magnifica esperienza che mi piacerebbe fosse un modello che possiamo esportare, l’inizio di un percorso che non riguardi solo la nostra regione. L’Amministrazione regionale continuerà ad essere al fianco di Progettoautismo Fvg”.
Per “durante noi” si intende costruire, fin da subito e mentre i genitori sono presenti, soluzioni di vita e assistenza condivise con i figli, senza rimandare tutto al “dopo di noi”: una comunità che vive, si sostiene e cresce insieme nel presente.
Il villaggio è promosso dalla Fondazione Progettoautismo FVG Onlus, punto di riferimento per 98 famiglie in regione. Valore complessivo del progetto: 10 milioni di euro, con la Regione a coprire il 70% e oltre 1 milione di euro già raccolto tramite fundraising. Per l’assessore alla Salute e Politiche sociali Riccardo Riccardi, la sfida riguarda soprattutto la cronicità: “è qualcosa di più grande e complicato, che incontra ancora molte resistenze. Dentro questa storia leggiamo una soluzione”.
Cosa prevede il villaggio
– Abitazioni bifamiliari per vivere vicini ai figli con autismo, con spazi di assistenza anche per i genitori anziani.
– Un corpo centrale con alloggi gratuiti per badanti specializzati e una club-house/ristorante per percorsi di inserimento lavorativo, anche per persone a più basso funzionamento.
– Palestra, lavanderia, infermeria, orti condivisi e aule multisensoriali per i più piccoli, in un contesto energeticamente sostenibile.
– Alloggi per disabilità più lievi dove sperimentare l’autonomia domestica (anche in forma transitoria) con il supporto di un “buddy” e delle altre famiglie.
“La struttura coabitativa sarà la prima in Italia che prevede l’assistenza alle persone fragili assieme alle loro famiglie in un sistema di auto-mutuo-aiuto organizzato per non separare i genitori dai figli e sollevare i fratelli e le sorelle di un carico assistenziale multiplo.” ha sottolineato la presidente Elena Bulfone, che ha definito il progetto anche come “Questo Villaggio non è semplice edilizia, è una rivoluzione culturale e umana: un modello assolutamente innovativo per il Durante-dopo di Noi.”.
Alla cerimonia hanno preso parte, oltre a Fedriga e Riccardi, la presidente della Fondazione Elena Bulfone, il sindaco di Tavagnacco Giovanni Cucci, il prefetto di Udine Domenico Lione, il presidente nazionale ANA Sebastiano Favero, il comandante della Brigata Alpina Julia Francesco Maioriello e il presidente della Fondazione Don Gnocchi don Vincenzo Barbante. Testimonial d’eccezione Toni Capuozzo e Stefano Belisari (Elio), insieme ai campioni Elia Viviani, Chiara Cainero, Edi Orioli e Mara Navarria.
Nel corso dell’evento è stata avviata anche una capsula del tempo che verrà collocata nelle fondamenta all’ingresso del villaggio, a simboleggiare l’impegno comune di famiglie, istituzioni e società civile nel costruire una comunità inclusiva e sostenibile.
