Perizia: Venier ucciso con farmaci e soffocato

La perizia medico-legale e tossicologica ha stabilito che Alessandro Venier, 35 anni, è morto il 25 luglio 2025 nella sua casa di Gemona del Friuli per un’overdose di farmaci seguita dal soffocamento.

Indagate per omicidio sono la madre della vittima, Lorena Venier, infermiera di 62 anni, e la compagna di Alessandro, la colombiana Mailyn Castro Monsalvo, 31 anni. Secondo il racconto fornito da Lorena agli inquirenti, al giovane sarebbe stato prima somministrato un sonnifero (Stilnox) sciolto in una bevanda e poi due iniezioni di insulina; quando era ormai stordito, le due donne avrebbero premuto un cuscino sul suo volto e, in un secondo momento, avrebbero tentato di stringergli al collo due lacci da scarponi. Gli accertamenti autoptici non hanno però rilevato segni di strangolamento con i lacci.

Il medico legale Francesca Sinopoli, dopo aver ricevuto gli esami tossicologici eseguiti a Trieste, ha depositato la relazione che parla di «un complesso di cause» tra cui l’assunzione massiccia di farmaci e il soffocamento; stessa conclusione è stata confermata dal pubblico ministero Giorgio Milillo.

Situazione processuale e familiare: i legali di Mailyn (Federica Tosel e Francesco De Carlo) e quelli di Lorena (Alice e Paolo Bevilacqua) stanno esaminando la perizia con i propri consulenti tecnici Lorenzo Desinan e Raffaele Barisani. La Procura potrà ora concedere il nulla osta ai funerali: i resti, sezionati e nascosti in un bidone con calce, furono trovati il 31 luglio 2025. Rimane aperta anche la questione dell’affidamento della figlia di Alessandro e Mailyn, che vive in una casa famiglia e compirà un anno il 31 gennaio; il tribunale per i minorenni valuta la richiesta dei nonni materni in Colombia.