Occupazione e salari in Fvg: più contratti stabili, ma potere d’acquisto in calo

Occupazione in crescita

Nel 2024 i lavoratori dipendenti del settore privato in Friuli Venezia Giulia (escluse agricoltura e lavoro domestico) sono aumentati di circa 5.700 unità rispetto al 2023 (+1,5%), proseguendo il trend iniziato nel 2015 e interrotto solo nel 2020. Confrontando il 2024 con il 2018 si registrano quasi 34.000 occupati in più (+9,8%).

Tutti i territori registrano segno positivo: l’area di Pordenone cresce del 7,2%, Gorizia del 12,9%. L’occupazione femminile sale del 10,2%, quella maschile del 9,4%.

Fra i contratti prevalgono quelli a tempo indeterminato (+28.122, +11,5%) e i rapporti stagionali (+36,7%, +2.945). Crescono, seppur meno, i contratti a termine (+2,2%) e gli apprendistati (+8,7%). L’aumento riguarda soprattutto il lavoro a tempo pieno (+11,3%) rispetto al part-time (+6,4%).

L’età media continua ad alzarsi: gli over 55 aumentano del 47,1%, mentre la fascia 35-44 anni cala del 10,9%. I lavoratori con più di 50 anni rappresentano ormai il 35,7% del totale (nel 2008 erano il 16,7%). Significativo il balzo degli occupati non comunitari (+57,9%, circa 20.000 in più); i cittadini Ue crescono del 4,5%.

L’edilizia è il settore più dinamico (+34,4%), spinta dai bonus fiscali; sopra la media anche turismo e ristorazione (+18,9%).

Retribuzioni e inflazione

La retribuzione annua lorda media nel 2024 è pari a 25.114 euro: 19.726 per le donne e 29.292 per gli uomini. Per i 199.494 dipendenti che hanno lavorato tutto l’anno a tempo pieno il valore medio sale a 35.907 euro. La regione è sesta in Italia per imponibile medio; Trieste è undicesima fra le province, mentre l’Isontino segna l’importo più basso (22.898 euro).

Tra il 2018 e il 2024, per gli occupati stabili a tempo pieno la retribuzione nominale è cresciuta del 10% (in linea con il dato nazionale). Tuttavia, l’inflazione misurata dall’indice FOI è aumentata del 17,2%, determinando un calo reale dei salari del 6,1%. Nel confronto settoriale la perdita è inferiore al 4% in industria e costruzioni, ma sfiora il 9% nei servizi, con l’eccezione di banche e assicurazioni (-4,5%).

L’analisi è stata elaborata da Ires Fvg su dati delle denunce retributive mensili dell’Inps per il settore privato non agricolo.