Pasticciere friulano a Caracas sotto le bombe Usa

Maurizio Greggio, 57enne pasticciere di origini friulane, ha trascorso la notte fra il 2 e il 3 gennaio senza dormire nella sua casa di Caracas.

A causare la veglia, racconta alla Tgr Rai Friuli Venezia Giulia, sono state le bombe sganciate dagli Stati Uniti: «Si sentivano gli aerei passare e le bombe cadere e scoppiare».

Secondo Greggio, i raid hanno colpito la caserma Fort Tiuna, l’aeroporto de La Carlota – scalo civile all’interno della città ma usato dai militari – e il porto di La Guaira.

Nato in Venezuela da padre friulano e cresciuto a Cividale del Friuli, il pasticciere possiede una propria attività nella capitale. Ora è chiuso in casa, con scorte di cibo pronte ad affrontare eventuali disordini.

Le strade, riferisce, sono deserte: «Non c’è un’anima per strada, non ci sono macchine né persone che camminano – dice – c’è un forte odore di bruciato e di polvere da sparo».

Greggio teme nuovi scontri – abita vicino a un edificio governativo che potrebbe diventare bersaglio – ma per il momento ribadisce «Bisogna aspettare».

L’uomo ricorda infine i 27 anni di crisi politica ed economica iniziati con Chávez e proseguiti con Maduro: il bolívar ha subìto una forte inflazione e «il dollaro non si trova».