Jonathan Milan affronta la seconda metà del Tour de France con 63 punti di vantaggio su Tadej Pogacar (227 contro 163) nella classifica a punti. Il friulano della Lidl-Trek ha costruito il margine grazie al “metodo formichina”, ovvero raccogliendo costantemente punti ai traguardi volanti oltre che con la vittoria di Laval e due podi in volata.
Tre i principali ostacoli verso i Campi Elisi del 27 luglio: le insidie di corsa, le montagne ancora da scalare (Pirenei, Ventoux, Alpi) e soprattutto Pogacar, deciso a fare bottino pieno nelle tappe di salita dove il vincitore incassa 30 punti. Per Milan, 1,94 m per 88 kg, sarà cruciale evitare il fuori tempo massimo e continuare a primeggiare negli sprint intermedi da 20 punti ciascuno.
Per le volate restano poche occasioni: Tolosa (se supererà gli strappi finali), Valence il 21 luglio e forse Parigi, resa incerta dalle salite a Montmartre. Sulle rampe alpine del Col de la Loze e di La Plagne, Pogacar potrebbe ridurre il gap, ma l’analisi delle ultime 11 tappe rivela che tutti i traguardi volanti sono collocati su terreno favorevole agli sprinter. Milan dovrà quindi difendere il margine giorno dopo giorno, contando sulla regolarità per coronare il sogno della maglia verde.
