Dodici anni dopo il fortunato esordio con “Zoran, il mio nipote scemo”, il regista goriziano Matteo Oleotto torna sul grande schermo con la commedia nera “Ultimo schiaffo”, in uscita l’8 gennaio 2026.
Girato interamente fra neve e ghiaccio del Tarvisiano, il film segue i fratelli Petra e Jure, scalcagnati tuttofare di montagna che vedono nella scomparsa del cane Marlowe la chance di una ricompensa facile. L’evento innesca però un effetto domino fatto di piccoli crimini e colpi di scena, con la natura stessa a fare da antagonista.
Oleotto definisce l’opera “una ballata di provincia” e sottolinea di aver cercato un racconto non ideologico su un territorio abitato da culture diverse, spingendosi fin dove tre confini s’incontrano. L’esperienza maturata in televisione gli ha permesso di concentrare le riprese in sole cinque settimane e mezzo, sfidando condizioni estreme.
Nel cast spiccano Adalgisa Manfrida e Massimiliano Motta, scelti dopo lunghi provini, mentre l’amico Giuseppe Battiston appare in un breve ruolo. Tra le ispirazioni del regista compaiono “Fargo” dei Coen, i film di Aki Kaurismäki e i ricordi delle fredde sere passate da ex sciatore.
Rispetto a “Zoran”, l’umorismo lascia più spazio a un tono cupo, riflesso di un presente che Oleotto definisce “tremendo”. La provincia, però, resta il cuore del racconto: un luogo capace di parlare a tutti e di rivelare storie universali.