Il Piano attuativo 2026 dell’Asufc punta a ridurre le liste d’attesa, incrementare i ricoveri programmati e migliorare l’appropriatezza chirurgica. Secondo la Fp Cgil di Udine, però, gli obiettivi resteranno sulla carta senza un adeguato investimento in personale e risorse economiche.
Il sindacato denuncia carenze strutturali: infermieri e Oss lavorano spesso turni di 12 ore, rinunciando al riposo dopo la notte o ai fine settimana per coprire i colleghi assenti. Nei reparti di medicina dell’ospedale di Udine l’occupazione dei letti supera il 100%, mentre mancano operatori anche in ginecologia, ostetricia, Rsa e servizi di salute mentale.
Anche riabilitazione, uffici amministrativi e servizio sociale aziendale faticano a rispondere alle richieste crescenti dei cittadini. L’utilizzo sistematico dello straordinario è considerato solo un tampone temporaneo: la stanchezza accumulata aumenta il rischio di errori e infortuni.
La Fp Cgil chiede «assunzioni immediate e un riconoscimento economico» per chi opera nei reparti più complessi. Senza scelte coraggiose, avverte il sindacato, il sistema sanitario friulano non potrà garantire cure adeguate e rischia di perdere altro personale qualificato.
