In Friuli-Venezia Giulia i lavoratori domestici regolari sono saliti a 19.444 nel 2025, contro i 16.425 del 2015, mentre nello stesso periodo in Italia il totale è sceso da 906.000 a 817.000 addetti.
I dati sono stati presentati a Trieste durante il convegno “Vivere più a lungo, vivere meglio”, dove l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen ha collegato il risultato a politiche mirate per la regolarizzazione, la formazione e il sostegno alle famiglie. «La domiciliarità rappresenta una delle direttrici fondamentali del nostro welfare e il lavoro domestico ne è una componente essenziale», ha ricordato.
Secondo le proiezioni illustrate, entro il 2080 gli over 65 costituiranno il 35% della popolazione regionale, con un forte aumento degli ultra 75enni e 85enni. Già oggi quasi nove nuovi contratti su dieci riguardano assistenti familiari e badanti, a conferma di una domanda di cura sempre più elevata.
Per accompagnare la crescita del settore, la Regione finanzia 17 sportelli Si.Con.Te con 3,9 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027. Gli sportelli offrono orientamento, consulenza e incontro fra domanda e offerta, favorendo l’emersione del lavoro nero.
Alla rete dei servizi si affiancano corsi di qualificazione: nel 2025 i laboratori informativi sul contratto collettivo e sui temi della conciliazione hanno coinvolto 426 lavoratori, 56 famiglie e 715 partecipanti complessivi.
Misure come la Rete famiglia e il Fondo per l’autonomia possibile puntano infine a mantenere le persone fragili nella propria casa, confermando la domiciliarità come pilastro del welfare regionale.
