Un trentenne della Valcellina, che lavora come guardiacaccia, è ricoverato all’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone dopo aver contratto un’infezione da hantavirus. Si tratta del primo caso diagnosticato in Friuli Venezia Giulia.
L’uomo è arrivato in ospedale sabato con febbre alta e dissenteria. Il sospetto è stato formulato lunedì dalla Struttura semplice dipartimentale di malattie infettive, coordinata dal dottor Sergio Venturini, e la conferma di laboratorio è arrivata martedì.
Il virus identificato è il ceppo europeo Dobrava-Belgrade, trasmesso dai roditori selvatici e non trasmissibile da persona a persona. Il contagio sarebbe avvenuto con ogni probabilità durante l’attività lavorativa in ambiente boschivo, attraverso l’inalazione di particelle contaminate da urine, feci o saliva di roditori infetti.
Inizialmente il paziente è stato posto in isolamento, in attesa di escludere virus trasmissibili tra persone. Dopo l’identificazione del ceppo, è stato trasferito nel reparto di medicina d’urgenza. Le sue condizioni sono costantemente monitorate.
I sanitari stanno inoltre verificando eventuali persone che possano aver condiviso la stessa esposizione ambientale. La segnalazione è stata inviata all’Istituto superiore di sanità e il virus sarà sottoposto a sequenziamento genomico.
