Il ricordo di Sandruvi: dal crollo di via Morganti alla rinascita di Gemona

La sera del 6 maggio 1976 Claudio Sandruvi, oggi sindaco di Montenars, si trovava alla sede della Pro loco di Gemona per organizzare l’arrivo di una corsa ciclistica. Quando la prima scossa colpì la città decise di raggiungere la famiglia in via Morganti, dove vivevano la moglie Marisa e i figli Raffaele, 6 anni, e Laura, di appena un anno.

L’edificio a tre piani era crollato. Sandruvi, ferito alle gambe, scavò tra le macerie fino a quando, alle 2.15, i soccorritori estrassero Marisa e Laura. Accanto alla madre giaceva Raffaele: «L’ho toccato, era già freddo».

All’alba del 7 maggio il pianto di una bambina attirò l’attenzione dei vigili del fuoco di Gorizia: Laura era viva. Fu trasferita al policlinico e poi all’Istituto Rizzoli di Bologna, dove tre interventi chirurgici le salvarono le gambe.

Nonostante il lutto Sandruvi tornò subito in Comune come collaboratore del sindaco Ivano Benvenuti. Organizzò campi in ogni borgata, i punti di distribuzione dei viveri e, dopo la scossa di settembre, il trasferimento di 6.000 gemonesi negli appartamenti di Lignano, incarico che gli valse il soprannome di «proconsole di Benvenuti».

Nel lavoro di ricostruzione collaborò strettamente con il commissario Giuseppe Zamberletti e accolse sul territorio numerose visite istituzionali. Al decennale del sisma chiese ulteriori fondi all’allora segretario socialista Bettino Craxi, che gli rispose: «Abbiamo fatto 30, facciamo 31».

Il percorso di impegno civico continua oggi con la figlia Laura, sindaca di Pagnacco dal 13 giugno 2022, la stessa data in cui Claudio è stato eletto primo cittadino di Montenars.