In Commissione del Consiglio regionale il Friuli Venezia Giulia ha presentato il nuovo Piano delle attività estrattive, oltre 200 pagine illustrate dall’assessore all’Ambiente Fabio Scoccimarro.
La regione conta 69 cave attive, dalle pietre carsiche alla ghiaia fluviale fino al pregiato marmorino di Caneva. Il Piano introduce criteri omogenei per aprire nuovi siti: le concessioni saranno rilasciate solo al raggiungimento di soglie quantitativi prestabilite, verificate da un monitoraggio continuo.
Fra gli obiettivi: riduzione del consumo di suolo, incentivo al riutilizzo di materiali riciclati, tutela delle risorse minerarie strategiche. I Comuni continueranno a individuare le aree di escavazione ma dovranno attenersi ai paletti regionali.
Scoccimarro ha aperto all’aumento dei canoni, fermi da 14 anni, mentre in aula si è acceso il dibattito su ghiaia di fiumi e laghi e sulla viabilità, oggi inadeguata al traffico dei camion.
Il provvedimento sarà sottoposto al voto dell’assemblea entro 30 giorni; dopo la firma del presidente diventerà il riferimento unico per tutte le future autorizzazioni nel territorio.
