Al Centro di ricerche sismologiche dell’Ogs di Udine sono stati presentati i primi risultati del progetto Pnrr Itineris, che destina all’istituto circa 17 milioni di euro per nuove infrastrutture di monitoraggio dei rischi naturali.
Cuore dell’iniziativa è un sistema che combina una tavola vibrante con cinque interrogatori DAS (Distributed Acoustic Sensing), in grado di trasformare le fibre ottiche regionali in una fitta rete di sensori: impulsi laser rivelano micro-deformazioni del terreno con migliaia di punti di misura, aprendo scenari inediti per l’analisi dei processi che precedono i terremoti.
Parallelamente è stato potenziato il sito sperimentale PiTop di Travesio, dove fibre ottiche, sensori in pozzo, droni e rilievi aerei simulano scenari post-evento come frane o alluvioni. Con l’Università di Firenze sono già in corso campagne di sorveglianza su movimenti franosi critici, dal passo della Morte (Forni di Sopra) a versanti alpini instabili.
Il direttore del Centro, Matteo Picozzi, ha annunciato l’imminente installazione di un sismografo sul fondale al largo di Lignano, che completerà la copertura della rete con una stazione marina, mentre la vicedirettrice Giuliana Rossi ha sottolineato l’impegno decennale a rendere fruibili le nuove strutture. Obiettivo: un salto di qualità nella prevenzione e nella gestione dei disastri naturali in Friuli Venezia Giulia.
