Dieci presìdi si sono svolti contemporaneamente davanti alle sedi di altrettante Regioni, da Catania a Torino e Trieste. I Comitati contro l’autonomia differenziata hanno consegnato un testo che elenca le presunte violazioni del Governo rispetto alla sentenza 192/24 della Consulta.
Nel mirino ci sono: le pre-intese con Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte redatte con “copia-incolla” su materie prive di Livelli essenziali di prestazione; il disegno di legge delega sui LEP (AS 1623), ritenuto una semplice fotografia delle disuguaglianze esistenti; i sei articoli inseriti nella legge di Bilancio che fissano i LEP bypassando la stessa delega.
I Comitati chiedono alle Regioni di ricorrere alla Corte costituzionale contro questi atti. A Roma, Milano, Torino e Napoli sono state consegnate le firme raccolte per sollecitare i presidenti regionali a fermare il percorso autonomista.
L’allarme riguarda la scadenza del 31 dicembre, quando dovrebbero essere ratificate in via definitiva le intese di Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte per nuove competenze su protezione civile, professioni, previdenza integrativa e finanza sanitaria. Secondo i promotori, il collegamento del ddl Calderoli alla manovra accelera ulteriormente l’iter.
I Comitati invitano Corte costituzionale, opposizioni, sindacati, associazioni e cittadini a mobilitarsi per tutelare unità nazionale ed eguaglianza dei diritti.
