Custodi Digitali è il nuovo progetto con cui il Friuli Venezia Giulia prova a frenare la precoce esposizione di neonati e bambini agli schermi di smartphone e tablet.
Ideato da Mec – Media Educazione Comunità e sostenuto da tutte le aziende sanitarie regionali (Asugi, Asufc e Asfo) con la supervisione scientifica dell’Irccs Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste, il percorso formativo asincrono da 12 crediti Ecm ha superato le aspettative: in una sola settimana si sono registrati oltre 400 professionisti della sanità (infermieri, neuropsichiatri infantili, fisioterapisti, medici di prevenzione, psicologi) e 70 coordinatori pedagogici dei servizi 0-6.
Il modello punta sulla prevenzione primaria ancora prima della nascita: nell’Asfo è partita la sperimentazione che coinvolge le ostetriche, pronte a inserire nei corsi pre-parto un modulo sull’uso consapevole delle tecnologie.
L’ecosistema del piano prevede inoltre: schede informative consegnate dai pediatri durante i bilanci di salute, tradotte anche in bengalese, urdu e francese; un futuro percorso di aggiornamento – sia sincrono che asincrono – destinato a circa 7 mila educatori di nidi e scuole dell’infanzia; la progettazione di ambulatori “screen-free” con cartellonistica dedicata nelle strutture sanitarie.
Secondo la coordinatrice Maria Lipone, il numero di adesioni conferma l’urgenza del tema: gli operatori sanitari rilevano casi di sovraesposizione agli schermi persino durante le visite mediche, e l’iniziativa sta favorendo una nuova consapevolezza collettiva sul benessere digitale dei più piccoli.
