La quarta edizione della maratona “24 Ore di dono”, coordinata dal Gruppo Giovani e dedicata quest’anno al ricordo del terremoto del 1976, si è svolta ininterrottamente per un giorno intero nel centro trasfusionale di Udine.
206 volontari provenienti da sezioni di tutta la provincia hanno donato esclusivamente plasma, raccogliendo complessivamente 154 litri.
«Nel 1976 il Friuli è stato un modello non solo per la gestione dell’emergenza e per la successiva ricostruzione – ha commentato Manuela Nardon, presidente provinciale dell’Associazione friulana donatori sangue – ma anche per aver saputo dare ciò di cui, pochi minuti dopo la terribile scossa, c’era più bisogno: il sangue».
Tra i protagonisti della giornata c’era Adelino Carlin, che il 6 maggio 1976 partì in pullman verso Gemona per scavare tra le macerie e, a ottobre, inaugurò la propria storia di donatore all’ospedale di Latisana. Presente anche Cristian Todesco, che ha chiuso la sua attività a quota 88 donazioni e ha già trasmesso la passione ai figli Samuele e Ilenia.
Il direttore del Centro trasfusionale dell’Asufc, Giovanni Barillari, ha spiegato che la maratona ha permesso di mettere a punto, per la prima volta a livello nazionale, un protocollo medico per la raccolta di sangue su 24 ore, utile in caso di maxi-emergenze.
L’assessore regionale alla Sanità, Riccardo Riccardi, ha sottolineato che l’iniziativa conferma la determinazione dei donatori friulani e il valore della testimonianza offerta da chi si era messo in gioco cinquant’anni fa.
