La prima sezione della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza che condannava a 16 anni Paolo Calligaris, 56 anni, per l’omicidio dell’ex compagna Tatiana Tulissi, stabilendo che «l’imputato non ha commesso il fatto».
Il procedimento si conclude così dopo sette gradi di giudizio iniziati con l’uccisione di Tulissi l’11 novembre 2008 nella villa di Manzano: la donna, 37 anni, fu colpita alla testa con un corpo contundente e poi raggiunta da tre colpi di pistola calibro 38, arma mai ritrovata.
Le tappe giudiziarie: nel 2019 il gup di Udine inflisse a Calligaris 16 anni; nel 2021 la Corte d’appello di Trieste lo assolse; nel 2022 la Cassazione annullò quel verdetto e rinviò il caso a Venezia; nel 2023 la Corte d’appello lagunare ripristinò la condanna, poi nuovamente annullata dalla Cassazione che la rinviò a una diversa sezione; il 26 marzo la seconda sezione d’appello confermò ancora la pena. Nell’udienza del 22 maggio il procuratore generale ha chiesto l’annullamento, mai avvenuto prima in questo procedimento, richiesta accolta dai giudici supremi.
La decisione è definitiva per Calligaris, mentre la famiglia di Tatiana, rappresentata dall’avvocata Laura Luzzatto Guerrini, ha manifestato dolore per un iter giudiziario e umano che dura da quasi due decenni.
