Temporali violenti, il Fvg laboratorio a cielo aperto

Il Centro Internazionale di Scienze Meccaniche di Udine ha ospitato un corso di alta formazione sui fenomeni meteorologici intensi, con tecnici delle ARPA di Lombardia, Piemonte e Veneto, specialisti della Regione Marche e ricercatori di enti esteri. Al centro, la convezione atmosferica che alimenta i temporali più violenti.

Secondo il ricercatore Mario Marcello Miglietta del CNR-ISAC di Padova, l’aria calda e umida trasportata dallo scirocco sull’Adriatico accumula energia durante l’estate. La barriera montuosa favorisce poi il rapido sollevamento delle masse d’aria, creando le condizioni per temporali improvvisi e intensi.

Il 24 luglio 2023 il Friuli ha registrato il record europeo del chicco di grandine più grande documentato, con un diametro di 19 centimetri. Per la formazione di grandine gigante servono un forte flusso di vento attorno ai 5.000 metri e un trasporto anomalo di vapore acqueo.

I venti in quota determinano anche il fenomeno al suolo. Un tornado richiede forti variazioni di velocità e direzione del vento già nel primo chilometro di altezza. I downburst, invece, sono associati a un aumento della velocità del vento fino a 5 o 6 chilometri di quota, con direzione costante, e producono violente raffiche lineari al suolo.

I dati dell’ARPA FVG non indicano un aumento numerico significativo delle grandinate complessive, ma segnalano una crescita degli episodi con chicchi di grandi dimensioni. Matthew Kumjian, docente della Pennsylvania State University, ha paragonato le strutture temporalesche del Nordest italiano a quelle della Tornado Alley statunitense, per la presenza di supercelle con correnti rotanti.

La riduzione dei danni passa dal miglioramento delle previsioni, dai radar per il monitoraggio in tempo reale, dai sistemi di allerta precoce e da infrastrutture e impianti fotovoltaici progettati per resistere a sollecitazioni estreme.