Caldo estremo e sicurezza sul lavoro sono al centro della presa di posizione della Fillea Cgil regionale. Giovedì 2 luglio, durante un incontro a Trieste, Elisabetta Faidutti, segretaria regionale della Fillea Cgil, ha denunciato la carenza di meccanismi effettivi di protezione per i lavoratori esposti alle alte temperature.
Secondo Fillea, la tutela rischia di restare solo formale se la sospensione delle attività nei cantieri durante le ondate di calore viene lasciata alla discrezionalità delle singole imprese. Il sindacato chiede anche correttivi per la deroga che riguarda i lavori di pubblica utilità, sostenendo che il rispetto dei tempi di consegna non possa prevalere su salute e sicurezza.
Il tema riguarda l’edilizia, ma anche altri comparti come quello dei porti. Per il sindacato è emblematico il caso dei lavori di asfaltatura in corso a Udine.
Le richieste indicate sono la revisione delle norme e l’intensificazione dei controlli, con misure strutturali legate anche ai cambiamenti climatici. Fillea segnala inoltre l’assenza di una rilevazione sistematica degli incidenti, delle malattie professionali e dell’uso degli ammortizzatori legati al caldo, oltre alla pressione sulle tempistiche del Pnrr.