Assumere un lavoratore straniero in Italia è ormai una pratica comune, ma comporta il superamento di diversi passaggi burocratici. Il percorso inizia con la richiesta del nulla osta al lavoro subordinato, che il datore di lavoro deve presentare tramite lo Sportello Unico per l’Immigrazione. Una volta ottenuto, il nulla osta ha validità sei mesi, entro i quali il lavoratore deve entrare in Italia con un visto.
Successivamente, entro otto giorni dall’arrivo, il lavoratore deve richiedere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro. La durata di questo permesso dipende dal tipo di contratto: un anno per i contratti a termine, due per quelli a tempo indeterminato, con possibilità di rinnovo. Se il lavoratore è già in Italia con altro permesso (studio, famiglia, protezione internazionale), l’assunzione può essere più rapida, ma serve attenzione alle procedure e alle tempistiche.
Un altro elemento chiave è il Decreto Flussi, che stabilisce annualmente le quote di ingresso per lavoro. Le domande si presentano nei cosiddetti “click day” e gli errori possono compromettere tutto il processo. Per evitare ostacoli, affidarsi a professionisti del settore, come avvocati specializzati o agenzie di consulenza, può essere determinante per gestire correttamente ogni fase dell’assunzione.
