La senatrice del Pd Tatjana Rojc, al termine di una visita alla Casa circondariale di Tolmezzo insieme alla Camera penale friulana, ha chiesto al governo di varare provvedimenti che rendano «anche il carcere duro un luogo dove rimane uno spiraglio di possibilità per la rieducazione». «Neppure il 41 bis può avere un senso solo punitivo», ha sottolineato.
Il presidente della Camera penale di Udine, Rino Battocletti, ha evidenziato che l’istituto di Tolmezzo, pur ospitando 187 detenuti (18 al 41 bis), offre attività e servizi – dai laboratori al teatro – che attenuano la durezza della detenzione e non soffre di sovraffollamento, pur restando i problemi tipici dell’alta sicurezza.
Restano criticità segnalate da tempo, come la mancanza di acqua calda nelle celle e la carenza di figure direttive nella polizia penitenziaria. Rojc ha ringraziato la direttrice Irene Iannucci per la «professionalità e umanità» e ha lodato l’iniziativa della Camera penale che ha donato arredi per la sala colloqui con famiglie e bambini.
Della delegazione facevano parte, tra gli altri, gli avvocati Emanuela Rosanda, Paola Diana, Andrea e Giacomino Di Doi.
