La Zml di Maniago (411 dipendenti, Gruppo Cividale) ha chiuso il 2025 con forti cali produttivi: -18,5 % per la ghisa, -16 % per l’alluminio e -6 % per il rame.
Il reparto ghisa resterà fermo per due nuove settimane di cassa integrazione, una a inizio febbraio e l’altra a inizio marzo; si sommano allo stop già applicato dal 15 dicembre al 12 gennaio. Per l’alluminio sono previste alcune giornate di sospensione ancora da calendarizzare, mentre il rame non ricorrerà all’ammortizzatore.
L’azienda attribuisce la frenata alla domanda debole, ai costi energetici e alla sanzione Antitrust di quasi 16 milioni di euro comminata a dicembre per una presunta intesa anticoncorrenziale, sanzione che sarà impugnata.
Durante l’incontro del 19 gennaio con Fim, Fiom e Uilm, i sindacati hanno annunciato la richiesta di un tavolo regionale sul settore delle fonderie. «Già il mese scorso ci era stata prospettata la possibilità di un nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali e nell’incontro è arrivata la conferma – hanno spiegato -. Per il reparto ghisa sono già state fissate due nuove settimane di fermata produttiva…».
I sindacati chiedono sostegni contro i costi fissi elevati che, uniti alla concorrenza estera e ai rincari dell’energia – la fabbrica è energivora e il proprio impianto fotovoltaico copre solo parte dei consumi – limitano la competitività dell’azienda.
