In Friuli Venezia Giulia la tassazione assorbe in media il 20,5% del reddito dei pensionati, percentuale che secondo lo Spi Cgil non ha paragoni nel resto d’Europa.
I pensionati nella regione sono 353 mila: ogni anno versano oltre 1,7 miliardi di euro di Irpef netta allo Stato e più di 140 milioni di addizionali regionali e comunali.
Lo Spi Cgil sottolinea: «In Friuli Venezia Giulia la pressione fiscale media supera il 20%. L’Italia è maglia nera d’Europa per peso delle imposte sui redditi da pensione in più ci sono poche risorse per welfare e servizi».
Il segretario regionale Renato Bressan ha ricordato che, a parità di assegno lordo, in Paesi come Francia, Spagna, Germania e Regno Unito il netto resta superiore dal 6 a oltre il 20%.
Il tema è stato discusso in un convegno a Pasian di Prato con la deputata Maria Cecilia Guerra, il responsabile previdenza nazionale Spi Lorenzo Mazzoli e il segretario udinese Natalino Giacomini.
Mazzoli ha evidenziato che, su un reddito lordo di 25 mila euro, «la differenza di reddito netto tra un lavoratore dipendente e un pensionato si aggira attorno ai 2 mila euro». In regione la pressione fiscale sul lavoro dipendente è del 19,2%, 1,3 punti in meno rispetto alle pensioni.
Pesano anche le addizionali: dei 215 Comuni friulani, 42 non le applicano, 94 usano un’aliquota unica e 79 una progressiva. Gli esempi vanno dallo 0,8% di Forgaria allo 0,25% di Tarcento, con Gemona tra lo 0,7 e lo 0,77%.
Oltre 100 mila pensionati, quasi un terzo del totale, non raggiungono i mille euro netti al mese; per il sindacato servono interventi strutturali che riducano il carico fiscale su redditi bassi e medio-bassi.
