50 anni di terremoto – Le scosse che hanno trasformato il Friuli arriva oggi in edicola con il Messaggero Veneto: 320 pagine, formato 14×21 cm, prezzo 14,90 euro.
Coordinato e curato da Giusi Vianello, il volume riunisce oltre 30 autori: dai medici, militari, vigili del fuoco e radioamatori impegnati nei primi soccorsi ai sindaci, ai professori e ai giornalisti che hanno seguito la lunga ricostruzione. Tra le firme figurano il governatore Massimiliano Fedriga, il ministro Luca Ciriani, la sismologa Carla Barnaba, l’architetto Giorgio Dri, la storica dell’arte Rossella Fabiani, il linguista Pier Carlo Begotti, l’agronomo Enos Costantini e Guglielmo Berlasso, oggi direttore regionale della Protezione Civile.
L’opera ripercorre il sisma del 6 maggio 1976 e la successiva scossa di settembre, ma soprattutto il «modello Friuli» che trasformò la tragedia in un esempio internazionale di ricostruzione. Nel testo compaiono espressioni divenute simbolo della rinascita, fra cui «Fasìn di bessôi», «L’ONU della solidarietà», «Prime lis fabrichis, daspò lis cjasis e lis glesiis» e «Pa sopravivence, no pa l’anarchie».
Sostenuto dal patrocinio di ARLeF, il libro offre anche un ricco apparato iconografico: fotografie delle macerie, delle tendopoli, dei cantieri e dei protagonisti – come il Commissario straordinario Giuseppe Zamberletti – che guidarono la rinascita. L’intento è mantenere viva la memoria e trasmettere alle nuove generazioni la lezione di speranza scaturita da quei giorni: con radici solide, nemmeno l’Orcolat può spezzare una comunità.
