Coop Carnica, 120 anni tra speranze e crollo

Il 29 aprile 1906 a Villa Santina diciassette soci fondarono la Cooperativa Carnica, guidati dal ventunenne Vittorio Cella di Verzegnis e da Riccardo Spinotti, poi sindaco di Tolmezzo. L’obiettivo era dare risposte a emigrazione, alcolismo, usura e analfabetismo che affliggevano la Carnia: nel 1903, in alcune zone, si consumavano «dai 4 ai 6 litri giornalieri» di vino e distillati e a Paularo si contavano 29 osterie.

Cella aveva già creato la Latteria sociale del suo paese, l’Ente autonomo Forze Idrauliche del Friuli e la «Carnica assicurazioni». L’esperienza cooperativa proseguì anche dopo l’estromissione di Cella da parte del fascismo nel 1931; nacquero realtà collegate come la Secab, oggi prossima ai 115 anni.

Nel 2006, al centenario, la Cooperativa puntò su ipermercati, centri commerciali e su un grande polo logistico: nel 2012 ad Amaro fu inaugurato un centro di distribuzione da 22.000 metri quadrati, costato 18 milioni di euro. Paolo Ermano osservò: «Il primo centro di distribuzione aperto da Amazon in Italia nel 2011 ha una dimensione di 25.000 metri quadri […] Quali banche hanno finanziato le ipoteche: nessuna di queste ha controllato i dati di bilancio e le prospettive di settore?».

Dal 2008 iniziarono le perdite che portarono alla chiusura del 31 dicembre 2015. Circa 600 dipendenti dovettero cercare un nuovo impiego e i 3.000 soci prestatori videro svanire i propri risparmi, recuperati solo in parte grazie a liquidazioni, fondi regionali e donazioni.

L’avvocato Gianberto Zilli ricorda che i costi di acquisti e stipendi erano «fuori mercato», mentre Ermano rilevò che il finanziamento medio di un socio crollò da 1 268 euro nel 2007 a 76 euro nel 2013. Secondo Romano Lepre le maggiori proteste arrivarono dai soci prestatori, non dai consumatori, e l’ondata di richieste di rimborso accelerò la liquidazione.

Oggi, nel 120° anniversario mancato, il gruppo Gli Ultimi e Legambiente hanno organizzato a Villa Santina un incontro per riflettere sull’esperienza; a Tolmezzo sarà riproposto l’audiovisivo del 1973 “Ventaglio d’autunno”. L’invito di Laura Puppini ai lavoratori resta attuale: «Non facciamoci vaccinare contro l’indignazione che talvolta ci coglie. Non lasciatevi prendere dallo sconforto».