La Galleria della Fondazione Friuli ospita “Terrae motus”, prima esposizione delle opere – perlopiù inedite – che Mario Micossi (Artegna, 1926-2005) dedicò al terremoto del 6 maggio 1976, nel centenario della nascita dell’artista e nel cinquantesimo di quel tragico evento.
Pittore partito per gli Stati Uniti alla fine degli anni Cinquanta e rientrato incisore, Micossi scelse l’acquatinta come tecnica distintiva, sfruttandone la granulosa modulazione della luce per paesaggi di città e nature d’Europa, America e Asia. Nei fogli del ciclo friulano le montagne straziate dalla Gjate marangule incombono su castelli, chiese e case crollate dall’Orcolat; talvolta presenze visionarie sovrastano le rovine come monito di un possibile nuovo sisma, mentre in altri lavori compaiono scene di sopravvivenza: maternità e nudi femminili in vagoni ferroviari trasformati in alloggi, con le Alpi orientali e il Tagliamento sullo sfondo.
La mostra è visitabile dal 1° al 17 maggio 2026 negli spazi di via Gemona 3 a Udine: venerdì 16.30-19.30, sabato e domenica 10.00-12.30 e 16.30-19.30. L’ingresso è libero.
